#zebrasolidarity im Winter / nel inverno 2020

Bestell dir zebra. nach Hause oder unterstütze die zebra.Verkäufer*innen mit deiner Spende!

Durch eine Zuwendung auf das zebra-Notfallskonto der OEW von mindestens 10 Euro erhalten Spender*innen, die ihre Adresse im Spendenbetreff angeben, die aktuelle Novemberausgabe per Post zugestellt. Iban: IT 68 S 08307 58221 000300004707; Überweisungsgrund: zebra. und die eigene Adresse. Jeder Euro fließt in das Unterstützungsprogramm für die Verkäufer*innen.

Acquista zebra. online o sostieni i venditori e le venditrici di zebra. con una donazione!

Con una donazione di almeno 10 euro sul conto corrente di emergenza zebra, si riceverà automaticamente per posta l’attuale numero di novembre. Iban: IT 68 S 08307 58221 000300004707; causale: zebra. e il proprio indirizzo. Ogni euro versato sarà devoluto interamente al programma di sostegno ai/alle venditori/venditrici.

Weitere Infos/Unteriori informazioni

zebra@oew.org, 0472 208204;
Infos zum Sozialprojekt zebra. in deutscher Sprache findet ihr hier.
Info sul progetto sociale zebra. in lingua italiana trovate qui.

Warum die zebra.Verkäufer*innen im Lockdown unterstützen?

Nachdem bereits im Frühjahr drei Ausgaben der Südtiroler Straßenzeitung zebra. eingestampft oder nicht verkauft werden konnten, läuten bei der Herausgeberin OEW-Organisation für Eine solidarische Welt in Brixen derzeit die Alarmglocken. Sie versucht die über 60 Verkäufer*innen angesichts des neuen Lockdowns mit aller Kraft vor dem Einkommensausfall zu schützen. Seit Anfang November gelten beim Verkauf die strengsten Sicherheitsmaßnahmen. Ausgerüstet mit Desinfektionsmittel und Masken waren die Verkäufer*innen maßgeblich nur noch in jenen Bezirken unterwegs, in denen ein verantwortungsvoller Verkauf im Freien möglich war. Der Verkaufsstopp der erst Anfang der Woche neu erschienenen Novemberausgabe, trifft das Sozialprojekt trotz Vorahnung hart. Die Unsicherheit unter Verkäufer*innen, die nun auf ihr selbsterwirtschaftetes Einkommen verzichten müssen, ist groß. „Wir stehen in engem Kontakt mit allen Beteiligten, aber die Situation ist kritisch“, sagt OEW-Geschäftsführer Matthäus Kircher. Die Angst darüber, bald ohne genügend finanzielle Mittel für Miete und Lebensmittel zuhause festzusitzen, sei bei vielen der Betroffenen groß. Gar einige zebra.Verkäufer hatten Anfang des Jahres einen Job gefunden und ihn aufgrund Corona wieder verloren. Sie verkaufen jetzt wieder die Straßenzeitung. Da zebra. als Sozialprojekt aber keine regulären Arbeitsverträge abschließen kann und eigentlich nur als Übergangslösung gedacht ist, stehen viele in Zeiten des Ausfalls mit leeren Händen da.

Perché sostenere i venditori e venditrici di zebra. nel lockdown?

Dopo quanto accaduto ad inizio anno, dove tre numeri di zebra. non sono stati stampati o non si sono potuti vendere, oggi suona un nuovo campanello d’allarme per l’OEW- Organizzazione per Un mondo solidale, editrice del giornale di strada. Con tutte le forza si sta provando a proteggere i/le 60 venditori/venditrici dalle inevitabili ricadute che il lockdown e lo stop delle vendite causeranno. Sin dall’inizio di novembre durante la vendita dei giornali sono rispettate regole ancora più rigide: armati di disinfettante e mascherine, i venditori hanno presidiato in maniera responsabile solo specifiche zone dove fosse possibile muoversi con libertà e nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza. Lo stop alle vendite nella prima settimana di uscita del nuovo numero, malgrado fosse prevedibile, colpisce duramente il progetto sociale. L’insicurezza tra i venditori è palpabile, soprattutto perché per molti zebra. rappresenta l’unica fonte di reddito. “Siamo a stretto contatto con tutte le persone coinvolte, ma la situazione è davvero critica“, afferma il direttore dell’OEW Matthäus Kircher. La paura di non riuscire a pagare l’affitto o di garantirsi la spesa settimanale si fa sempre più grande tra tutti i venditori e le venditrici.  Alcuni dei venditori erano riusciti a trovarsi un lavoro a tempo pieno proprio all’inizio dell’anno, ma purtroppo per colpa della pandemia si sono ritrovati nuovamente senza un impiego. Oggi vendono di nuovo il giornale di strada, ma dato che in quanto progetto sociale zebra. non prevede un contratto di lavoro regolare e soprattutto non è pensato a lungo termine.

Was erwartet uns in der November-Ausgabe?

Aktueller denn je geht es in der Novemberausgabe um die Frage, was wir angesichts von Krise und Fehlinformationen noch glauben können. Mal kritisch, mal unterhaltsam hat sich zebra. auf den schmalen Grat zwischen Fakt und Fake begeben, hat Journalisten und Journalistinnen zur Radikalisierung von Meinungen und Faktenchecks im Netz befragt, hat sich bei der Ratschingser Software-Entwicklerin Patrizia Gufler erkundet, warum derzeit vor allem Frauen in der Programmentwicklung gesucht werden und beim österreichischen Mediencoach Alen Velagic, warum auch hinter einer Verschwörungserzählung eine Verschwörung stecken kann. Tipps und Tricks von Experten sollen helfen, sich vor digitalen Viren und robotergenerierten Fehlinformationen zu schützen. Ein Thema, das in „Zeiten des Zuhause-Bleibens“ aktueller ist denn je.

Cosa ci aspetta nella edizione zebra. di novembre?

Più attuale che mail, il nuovo numero di zebra. cerca di capire quali sono gli strumenti per gestire la crisi dell’informazione e per districarci tra le notizie vere e le cosiddette fake news. A volte da un punto di vista critico, altre volte con l’obiettivo di intrattenere, zebra. ha analizzato la sottile linea che divide il vero dal falso, intervistando alcuni giornalisti sulla polarizzazione delle opinioni e la necessità di controllare la fonte delle notizie che troviamo sul web. Con la sviluppatrice di software Patrizia Gufler ci racconta perché oggi le donne sono così richieste nello sviluppo informatico, mentre il coach austriaco Alen Velagic ha spiegato perché dietro una teoria complottista potrebbe nascondersi effettivamente un complotto. In questo numero troverete trucchi e consigli di molti esperti per proteggersi dalle informazioni false: un tema quanto mai fondamentale di questi tempi, dove è necessario restare a casa.