Centro antidiscriminazione

Le organizzazioni altoatesine presentano il loro modello: Dopo aver inviato un’altra lettera al presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, Josef Noggler, al Presidio del Consiglio e al Collegio dei capigruppo della Provincia Autonoma di Bolzano, 17 organizzazioni altoatesine sono state invitate alla sede del Consiglio provinciale in data lunedì 16 dicembre 2020. Qui hanno presentato il loro modello per il Centro di tutela contro le discriminazioni, previsto dalla legge provinciale del 2011. 

Le numerose associazioni altoatesine interessate per vari motivi all’istituzione dell’ufficio antidiscriminazione sono state rappresentate da una delegazione composta da: Andreas Unterkircher, presidente dell’associazione Arcigay Centaurus, l’avvocato Chiara Bongiorno rappresentante della Fondazione Alexander Langer Stiftung, Matthäus Kircher, direttore dell’Organizzazione per Un mondo solidale – OEW, e Sharoom Torres di Le nuove generazioni dell’Alto Adige – Brücke in die Welt. L’interesse delle organizzazioni per il Centro antidiscriminazione è dettato soprattutto dai tanti e diversi motivi per cui le persone vengono discriminate, e fra questi la religione, l’orientamento sessuale, l’origine o  il colore della pelle, ma anche la disabilità o l’età.

Durante questo incontro molto costruttivo i rappresentanti delle associazioni hanno ricevuto un forte sostegno da parte della Difensora Civica, della Garante per l’infanzia e l’adolescenza e della Consigliera di parità, le quali hanno preso parte all’incontro.

Oltre a presentare il proprio modello per il Centro antidiscriminazione, la delegazione delle associazioni ha potuto inoltre esporre i suoi tre punti centrali:

  • Al fine di evitare confusione fra i cittadini dell’Alto Adige in merito alle responsabilità dei diversi uffici, la delegazione ha richiesto che il Centro antidiscriminazione sia il più indipendente possibile dagli altri uffici.
  • Il secondo punto si riferisce al fatto che la decisione riguardante l’assegnazione della futura posizione dovrebbe essere presa con trasparenza mediante concorso pubblico, al fine di ottenere la fiducia delle persone che usufruiranno del servizio.
  • Inoltre, la delegazione ha esaustivamente dimostrato che alcune associazioni altoatesine già da anni operano contro le discriminazioni e possiedono quindi le competenze necessarie e una rete di contatti rilevanti. Pertanto, in quanto competenti in materia, chiedono di essere coinvolte nell’ulteriore sviluppo del Centro antidiscriminazione e nelle sue attività.

Dopo questo scambio alla pari, le organizzazioni sono ora sicure di essere d’ora in avanti coinvolte nel processo decisionale rispetto all’istituzione del Centro. L’avvocato Chiara Bongiorno afferma: „Lavoriamo per il bene di una società altoatesina in cui il vivere insieme pacificamente sarà solido e duraturo solo se saremo capaci di vincere atteggiamenti discriminatori”.

 

Antidiskriminierungsstelle – Südtiroler Organisationen legen ihr Konzept vor

Nachdem sich 17 Südtiroler Organisationen erneut mit einem Brief an den Präsidenten des Südtiroler Landtags, Josef Noggler, das Präsidium des Landtags und die Fraktionsvorsitzenden im Südtiroler Landtag gewendet hatten, wurden sie am Montag, 16. 12. in den Südtiroler Landtag eingeladen. Dort präsentierten sie ihr Konzept für eine Antidiskriminierungsstelle, vorgesehen durch das Landesgesetz von 2011.

Eine Delegation, bestehend aus Andreas Unterkircher, Vertreter*innen des Vereins Arcigay Centaurus, Anwältin Chiara Bongiorno von der Fondazione Alexander Langer Stiftung, Matthäus Kircher, OEW-Organisation für Eine solidarische Welt und Sharoom Torres, Le nuove generazioni dell’Alto Adige – Brücke in die Welt repräsentierten die zahlreichen Südtiroler Vereine, die aus unterschiedlichen Motiven an der Einrichtung der Stelle interessiert sind. Denn diskriminiert werden Menschen unter anderem wegen ihrer Religionszugehörigkeit, wegen ihrer sexuellen Orientierung, wegen ihrer Herkunft oder ihrer Hautfarbe, wegen Beeinträchtigungen oder wegen ihres Alters.

Beim durchaus konstruktiven Treffen erhielten die Vereinsvertreter*innen starken Rückhalt vonseiten der Volksanwältin, der Gleichstellungsrätin und der Kinder- und Jugendanwältin, die am Treffen ebenfalls teilnahmen.

Neben ihrem Konzept zur entstehenden Antidiskriminierungsstelle konnten die Vereine auch ihre drei zentralen Anliegen vorbringen:

  • Um zu vermeiden, dass in der Südtiroler Bevölkerung Verwirrung über die Zuständigkeiten der verschiedenen Anlaufstellen entsteht, verlangten sie eine größtmögliche Unabhängigkeit der Antidiskriminierungsstelle von den anderen Anwaltschaften.
  • Um das Vertrauen der von Diskriminierung betroffenen Menschen zu gewinnen, so das zweite Anliegen, sollte mithilfe einer öffentlichen und transparenten Ausschreibung eine Entscheidung über die Besetzung der zukünftigen Stelle getroffen werden.
  • Außerdem verwiesen sie eindrücklich darauf, dass die Südtiroler Vereine seit vielen Jahren wichtige Antidiskriminierungsarbeit leisten und über die notwendigen Kompetenzen sowie über wertvolle Netzwerken verfügen. Sie forderten deshalb als Expert*innen in die weitere Ausarbeitung der Stelle und in ihre Tätigkeiten einbezogen zu werden.

Nach diesem Austausch auf Augenhöhe sind sich die Organisationen sicher, dass sie von nun an auch in den weiteren Entscheidungsprozess eingebunden werden. „Wir arbeiten für das Wohl einer Südtiroler Gesellschaft“, so Anwältin Chiara Bongiorno, „in der Zusammenleben nur dann dauerhaft friedvoll ist, wenn wir eine diskriminierungskritische Haltung gewinnen.“